Ispirazione

 

 

Osho

"La distinzione tra arte soggettiva e quella oggettiva si basa fondamentalmente sulla meditazione.

Qualsiasi cosa venga fuori dalla mente rimarrà arte soggettiva, e qualsiasi cosa venga fuori dalla non-mente, dal silenzio, dalla meditazione, sarà arte oggettiva.

… Se stai creando qualcosa – puoi essere uno scultore, puoi essere un falegname, puoi essere un pittore, un poeta, un cantante, un musicista – ciò che bisogna ricordare è che venga dal silenzio dentro di te, che abbia una spontaneità. Che non sia prestabilito, pre-programmato, pre-pensato.

Mentre stai creando qualcosa, continui tu stesso ad esserne sorpreso. Hai messo te stesso nelle mani dell’esistenza. Adesso le tue mani non sono le tue proprie mani. Esse stanno semplicemente seguendo ciò che desidera l’esistenza. Non devi interferire, devi semplicemente essere un osservatore. Un osservatore della tua stessa attività creativa. Devi spostarti dall’essere chi agisce all’essere semplicemente un osservatore.

Le antiche Upanishad sono una delle migliori espressioni di arte oggettiva. Affermazioni straordinariamente significative, poesia talmente bella, eppure non conosciamo il nome del poeta, il nome del mistico. Non hanno menzionato il loro nome per la semplice ragione che loro non sono quelli che fanno. Sono semplicemente uno strumento nelle mani dell’esistenza.

La mente è ciò che fa, così quando stai facendo qualcosa in conformità alla tua mente, ciò sarà arte soggettiva. Soggettiva nel senso che stai versando i tuoi propri pensieri sulla tela coi colori, cantando i tuoi propri pensieri nel flauto; ma non può essere sacro.

La tua mente è così piena di sciocchezze, di cose assolutamente non essenziali. E’ un disastro. … Ma per ventiquattro ore, giorno dopo giorno quei pensieri continuano a correre nella tua mente. Quando qualcosa è creata da questa follia che chiami mente, è destinata a rifletterla.

… D’altra parte, se stai seduto in silenzio in una notte di luna piena vicino al Taj Mahal e l’osservi, sarai sorpreso da come la tua mente diventa calma e quieta. Il Taj Mahal è stato creato da mistici Sufi. E’ un esempio di arte oggettiva.

L’arte soggettiva è una specie di vomito. Tu sei pieno di così tanta immondizia: vuoi liberartene, e il solo modo di liberarsene è di gettarla sulla tela, sugli strumenti musicali.

L’arte Oggettiva viene da un silenzio così profondo. …
E’ quasi un espressione per trasmetterti che questo silenzio è possibile in tutti. L’arte oggettiva ha un messaggio. L’arte soggettiva ha una follia.

Se il tuo fare deriva dalla tua mente, piena di pensieri, allora è soggettiva. Se il tuo fare viene dal silenzio, beatitudine, serenità, estasi, allora lo stesso fare ha un aroma diverso; diventa oggettivo.

Prima di fare qualsiasi cosa, lascia che il tuo fare derivi dal tuo silenzio. Prima di cantare, lascia che la tua canzone derivi dal tuo silenzio. Prima di dipingere dovresti meditare. Fino ad arrivare al punto in cui non ci sei più, ed allora l’esistenza può usarti come un suo strumento.

… Lascia che la meditazione sia la tua arte. … Prima ripulisci te stesso, lascia che delle fresche brezze passino attraverso di te, lascia che nuovi fiori del silenzio sboccino in te. Allora sai che la primavera è arrivata, e adesso sei nelle mani dell’ignoto.

Lascia semplicemente le tue mani nell’ignoto, permettigli di muoversi non secondo i tuoi desideri ma in accordo a qualcosa di più grande di te, qualcosa di più vasto di te. Sarai sorpreso che quel movimento non venga da te, che venga da ciò che c’è oltre.

Se la priorità ce l’ha l’arte allora è un fare. Se la priorità ce l’ha la meditazione allora è un non-fare.

Giusto un piccolo cambiamento crea un cambiamento così straordinario. Così misterioso, così meraviglioso, così delizioso.

Hai messo te stesso nelle mani dell’eternità. E’ un’offerta profonda. … Se viene dalla profonda meditazione avrà quella irradiazione per secoli. E chiunque sappia come sedersi in silenzio per un po’ e semplicemente osservarlo, riceverà il tuo messaggio. Il gap di secoli scomparirà. … Comincerai a sentire la stessa meditazione in cui la scultura o la pittura è stata creata."

Osho, The razor’s edge capitolo 22

Per approfondire: www.osho.com

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